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martedì 7 maggio 2013

OMOSESSUALITA' e CRISTIANESIMO - di Samuele Manera


Questa riflessione nasce dalla volontà di capire esattamente la posizione di Dio in merito all’omosessualità e, soprattutto, la posizione verso l’omosessuale. Questa volontà nasce dal bisogno di capire come mai, la maggior parte delle religioni, considera e condanna l’omosessualità come uno dei peggiori peccati da sottoporre ai più duri giudizi e discriminazioni. Da omosessuale credente, non trovo riscontro tra l’atteggiamento così duro e punitivo, con il messaggio d’amore di Dio verso tutta l’umanità. Allora mi sono chiesto: la fede può prescindere dal principio della non contraddizione? Ovvero posso credere, per esempio, che la Trinità, Padre Figlio e Spirito Santo, è costituita da sei persone? Impossibile! Posso credere che Dio sia giusto e ingiusto? Impossibile! O posso credere che Dio non faccia discriminazioni tra i suoi figli e credere che faccia discriminazioni? Impossibile! Così come è impossibile credere che Dio conceda privilegi ad alcuni e non ad altri. Una Fede seria, vera, non può essere contraddittoria. 

Il tema dell’omosessualità viene prevalentemente considerato un peccato, ovvero un atto che è contrario alla morale cristiana e quindi considerato da non praticare, ciò nonostante nella Bibbia non si trova una parola corrispondente al termine “omosessuale” che viene utilizzato oggi portandosi dietro una serie di complicazioni che, per cultura, erano estranee al mondo in cui viveva Gesù e gli autori biblici. Tutti i discorsi che toccano la sfera sessuale nella Bibbia sono occasionali più che dogmatici, rispondono ad occasioni particolari e situazioni concrete, come ad esempio le lettere di Paolo il quale, come proprio dimostrano le Scritture, non può essere considerato colui che tramandò dei dogmi, insegnati da Gesù, sui comportamenti sessuali, infatti in 1 Corinzi 7:1 Paolo scrive: “…è cosa buona per l’uomo non avere contatti con donna…”. Curioso come secondo molti Paolo condanna l’omosessualità e allo stesso tempo sostiene che è cosa buona per un uomo avere contatti con una donna, un’apparente contraddizione che non ha senso. Questi tipi di contraddizioni nascono da differenti approcci alle Sacre Scritture, così come sono diverse le interpretazioni dei passi biblici presi più in considerazione per condannare l’omosessualità. Uno dei più citati è sicuramente quello di Levitico 18: 22-24 che dice “…Non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna: è cosa abominevole. Non rendetevi impuri con nessuna di tali pratiche, poiché con tutte queste cose si sono rese impure le nazioni che io sto per scacciare davanti a voi. Chiunque praticherà qualcuna di queste abominazioni, ogni persona che le commetterà, sarà eliminata dal suo popolo…” e ancora in Levitico 20:13 “…Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio, dovranno essere messi a morte: il loro sangue ricadrà su di loro…”. Molti cristiani basano la loro visione di condanna dell’omosessualità sulla base di queste norme ritenendole la volontà di Dio. Ci sfugge però che le norme dettate nel Vecchio Testamento erano destinate alla sopravvivenza e alla gestione del popolo di Israele, si tratta infatti di norme di “purezza” che servivano al tempo alla sopravvivenza di Israele, così come spesso si parla di norme igieniche ed alimentari oltre che comportamentali. Inoltre la parola “abominevole”, nei testi originali grechi, sostituisce la parola “consigliato”. 

Altri passi della Bibbia presi a sostegno della condanna dell’omosessualità sono quelli nella lettera di Paolo ai Romani. Romani 1:24-28,32 “…Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Così anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento. E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balia d’una intelligenza depravata, sicchè commettono ciò che è indegnoE pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le commette…”, così come vengono spesso citati i versetti di 1 Corinzi 6: 9-10 e 1 Timoteo 1:10, anche su questi passi le interpretazioni non sono unanime: alcuni vi vedono una condanna dell’omosessualità come peccato, altri analizzano il senso dei versetti nel contesto del significato della lettera a Romani e nell’ambito della teologia di Paolo della “giustificazione per fede”, dimenticando però che Paolo conosceva bene la legge e che essa fu fatta per indicare a noi il peccato, come cita Levitico 18:22, nonostante però ora sia in vigore la “legge dello Spirito” che permette la vittoria sul peccato a differenza della legge antica che si limitava solo ad indicarlo. 

Al di là del fatto che ci possano essere varie interpretazioni bibliche sull’argomento e al di là del fatto che non è scopo di questo studio ricercare una giustificazione all’omosessualità, i versetti di Levitico 18:22-25 o di Romani 1:26-27 ecc. sono, in ogni caso, sufficienti a comprendere il pensiero di Dio, ovvero che l’omosessualità rientra in quegli atti impuri che non sono consoni agli insegnamenti della vita cristiana, cosi come qualsiasi altro genere di peccato però! Spesso e volentieri si commette l’errore di considerare un peccato più o meno grave rispetto ad un altro, ed è qui che si sbaglia davvero, ogni atto che non è conforme agli insegnamenti e hai principi di Dio è da considerarsi un peccato, l’omosessualità è peccato così come è peccato rubare, dire una bugia è peccato così come è peccato commettere adulterio e via discorrendo. Davanti a Dio i peccati sono tutti uguali così come sono tutti uguali gli uomini che li commettono. Ecco dove sta la coerenza del messaggio di Cristo. Infatti anche l’apostolo Paolo in 1 Corinzi 6:9, “…non sapete voi che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non vi illudete; né fornicatori, né idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti…..”, elenca il peccato di omosessualità insieme a tanti altri come l’effetto di una forza alla quale l’uomo, che ha una natura peccaminosa, non sa resistere essendone completamente schiavo. Infatti l’apostolo Paolo scrive in Romani 7:14-23 “…noi sappiamo infatti che la legge è spirituale; ma io sono carnale, venduto schiavo al peccato. Perché io non approvo quello che faccio, poiché non faccio quello che voglio, ma faccio quello che odio. Ora, se faccio quello che non voglio, io ammetto che la legge è buona; e allora non sono più io che lo faccio, ma è il peccato che abita in me. Difatti io so che in me, vale a dire nella mia carne, non abita alcun bene; poiché ben trovasi in me il volere, ma il modo di compiere il bene, no, perché il bene che voglio, non lo fo, ma il male che non voglio, quello fo. Ora se quello che voglio è quello che fo, non sono più io che lo compio, ma è il peccato che abita in me. Poiché io mi diletto nella legge di Dio, secondo l’uomo interno, ma veggo un’altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente, e mi rende prigione della legge del peccato che è nelle mie membra…”, quindi se come uomini razionali desideriamo fare la volontà di Dio ma non riusciamo a motivo della schiavitù alla quale siamo sottoposti, non si ha alcuna colpa. Effettivamente Dio non imputa alcuna colpa a chi si trova in condizione di peccare, ma condanna l’artefice di tale condizione: Satana. Dio ama il peccatore e odia il peccato ed è attraverso questo che ancora una volta si dimostra la coerenza di Dio. Che senso avrebbe avuto il sacrificio di Cristo Gesù sulla croce? In Romani 5:6 afferma che Cristo è morto per i peccatori. Il sacrificio di Cristo è avvenuto per perdonarci dei nostri peccati commessi e per liberarci dalla schiavitù del peccato. Questo significa che la colpa e il giudizio dei peccati commessi sono stati caricati su Gesù che tramite la sua morte in croce si è caricato il nostro peccato, e non solo se lo è caricato, attraverso il suo sacrificio i nostri peccati saranno giustificati. Questo ovviamente per tutti coloro che hanno creduto in Cristo e hanno fede in Lui e nel suo messaggio. E’ attraverso la conversione che si può ottenere un così misericordioso atto d’ amore di Dio alle sue creature. L’uomo è nato nel peccato e la natura dell’uomo è peccaminosa, nel caso specifico dell’omosessualità è chiaro che è una conseguenza del peccato sulla terra che un individuo può nascere omosessuale, anche Gesù afferma che ci possono essere situazioni innaturali fin dalla nascita come cita Matteo 19:12 “…infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, altri che sono stati resi tali dagli uomini…”, la parola eunuco sta ad indicare colore che non hanno possibilità di generare, persone che manifestano interesse verso lo stesso sesso e quindi incapaci di generare e al matrimonio. E ancora in Marco 7: 21-22 “…dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adulteri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno dell’uomo e lo rendono impuro…”, Gesù riconosce che l’uomo e la sua natura è fatta di peccato e che quindi ci possono essere condizioni come l’omosessualità. 

Ora alla luce di tutto questo quello che mi sento di dire è che omosessuale o no, un cristiano deve guardare sempre il suo fratello con amore senza giudizio alcuno perché tutti noi siamo soggetti al peccato e commettiamo peccato ogni giorno. Per quanto riguarda gli omosessuali che stanno leggendo dico solo di non credere che siamo abbandonati da Dio e che non abbiamo speranza di salvezza, non è questo che Cristo insegna, come ho detto all’inizio la fede non può essere contraddittoria e infatti Dio non lo è. Lui ci ama, odia la condizione di peccato nella quale vive l’umanità, ma ama ogni singola sua creatura. Se credete in Lui affidatevi al suo amore e Lui non vi rifiuterà. Quello che mi sento di aggiungere è che non bisogna prendere l’amore di Dio come un pretesto o una giustificazione per fare tutto ciò che si vuole, è bene abbandonare la perversione e i comportamenti che inducono all’impurità, ma cerchiamo di vivere nel rispetto del nostro corpo basando la nostra vita su sentimenti veri e sinceri. Non prestiamo attenzione a uomini o religioni che condannano a morte e che basano la loro vita su false interpretazioni e pretendendo di interpretare il volere di Dio. La Bibbia è la fonte alla quale ispirarci e una cosa è certa: Dio è venuto per chiunque al quale perdonare qualsiasi peccato! 


Giovanni 3:16 “…poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinchè chiunque creda in lui, non perisca ma abbia la vita eterna…”

2 commenti:

  1. condivido la tua posizione...guai a demonizzare questo peccato, la chiesa dovrà rispondere di aver seminato il panico allontanando molte anime da Dio...

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    1. Gesù Cristo non è venuto per abolire il vecchio testamento ma per compierlo.
      Che la parola omosessuale non ci sia, questo è da vedere, c'è sodomita e c'è anche effeminato.
      Il passo di Levitico 18:22-24 poi non è stato annullato affatto.
      Come ogni peccato, chiamalo come vuoi, deve essere abbandonato.
      Dio ama l'omosessuale ma la pratica dell'omosessualità è condannata ed è considerata abominevole!

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